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La
Compagnia Storica Denominata
“ LA
CERNA DEI LUNGHI ARCHI DI SAN MARINO “
nasce nel 1997
Il
gruppo rappresenta e divulga la realtà delle Cerne , toponimo che
identifica gruppi di milizie che durante il medio evo e precisamente dal
12° al 16° secolo , difendevano, assieme ai signori di Urbino, la
repubblica di San Marino dagli attacchi dei Malatesta e dei vari
signorotti che a turno cercarono di impossessarsi del monte Titano .
Un
ruolo molto importante in questo sistema difensivo lo ebbero tutti gli
abitanti l’antica repubblica , infatti nel gruppo si trovano con eguale
importanza le donne con i loro graziosi balli , i tamburi , i
combattenti e gli arcieri dai lunghi archi .
Il
gruppo ha partecipato a numerose iniziative individuali e per conto
dell’Ufficio di Stato della repubblica di San Marino , La fiera di
Parigi , Il gran Premio di Formula 1 ad Imola , diretta televisiva su
Rai 3 , servizi su SKY , , interventi in trasmissioni regionali, sono
solo alcune delle emozionanti esperienze del gruppo che conta oltre 50
persone e favorisce convegni e studi sul medioevo.
www.lunghiarchirsm.org
Zanotti Luciano
335 – 7340131


La ricerca e l’evoluzione
“La Cerna”
Gli ultimi anni hanno portato ad una sostanziale modificazione del
gruppo che, si è arricchito di varie attività. La connotazione storico
culturale è stata improntata alla ricerca delle radici Sammarinesi
legate alle caratteristiche di cui eravamo espressione.
La ricerca ci ha portato ad analizzare approfonditamente un aspetto
particolare del periodo medioevale Sammarinese , “le Cernae “.
Manipoli di uomini ( 10/12 persone) dalle più svariate origini che erano
riuniti ed attivati a protezione della millenaria libertà in caso di
bisogno ed al rintocco allarmato “del Campanone “.
L’analisi dei vecchi documenti d’archivio ci ha evidenziato molte
analogie con il nostro modo di rappresentare la storia . in fondo noi
rappresentiamo il bivacco .. uomini popolani, le loro famiglie al
seguito in aiuto ed a sostegno , l’uso delle più svariate armi bianche
d’uso quotidiano quali bastoni, asce .. , oltre all’arco ( tra l’altro
arma in uso in quanto citata in un registro ( XIV sec.) quando due
persone appartenenti alla settima cerna ne fanno dono all’arsenale di
stato)
Per i motivi di cui sopra da oggi i Lunghi archi di San Marino si
chiameranno La Cerna dei Lunghi Archi di San Marino e rappresenteranno
gli usi , i costumi , ed i valori che animavano i nostri antenati
quando, guidati dal loro capo Cerna , si prodigavano per la difesa di
quel fazzoletto di terrà chiamato ancora oggi ….. Repubblica di San
Marino .
A ricordo e per riconoscenza , noi vogliamo impersonare lo spirito che
li animava portando il messaggio di pace e liberta di San Marino,
ovunque siamo chiamati a farlo .
L’attività medioevale
Dal 1997 , I Lunghi Archi di San Marino , sono conosciuti anche per la
frizzante attività svolta in ambito storico e culturale . il fortissimo
impulso dato dalla Segreteria al Turismo per la creazione del gruppo
storico , ha indotto , nell’ambito delle Giornate Medioevali , ad una
crescita costante del gruppo .
Nell’arco di alcuni anni, i Lunghi Archi di San Marino hanno triplicato
i loro effettivi e si sono spinti oltre i confini della Repubblica per
presentare questo spaccato culturale sammarinese.
Annoverano fra le loro file , tamburini, combattenti , dame, cavalieri e
figuranti , balletti e musici creando un corteo storico completo e
numeroso ( circa 50 persone) che si è esibito in numerose piazze
italiane e sammarinesi.
L'emozione della cava!!
Non poteva che trasformarsi in un clamoroso successo il lavoro svolto da
mesi in preparazione della serata del 19 Luglio 2000.
E si .. era dal mese di Febbraio che , in collaborazione con il maestro
di spada antica , Lorenzo di Monselice e della coreografa Antonella , I
Lunghi Archi lavoravano al loro nuovo spettacolo per l’anno 2000.
Combattimenti, balli, recitazione, ritmi , costumi , tutto rimesso in
discussione , rivisto, riprogettato e studiato.
Serate e serate passate a discutere dettagli, a provare scene, colpi,
coreografie.
Dal primo canovaccio scritto di getto da Luciano Zanotti , piano , piano
, ha preso forma lo spettacolo, pezzo dopo pezzo , giorno dopo giorno ,
ognuno ha collaborato con il suo generoso contributo di passione e di
creatività.
Certo , a volte veniva voglia di rivedere tutto , di ricominciare tutto
daccapo ma, con qualche modifica e qualche discussione più animata del
solito si è sempre trovato la soluzione .
E così , dopo gli ultimi ritocchi di quel mago di regista che risponde
al nome di Rob , i Lunghi Archi erano pronti per la Cava.
Si , la Cava …chi non è mai sceso in Cava a presentare uno spettacolo
non può capire cosa si prova nel discenderne le scale .
Molte sono state le piazze che hanno visto i Lunghi Archi di San Marino
ma nessuna ha mai nemmeno lontanamente creato la tensione emotiva e la
scarica di adrenalina che si prova entrando in quel " buco traboccante
di gente".
Penso di non sbagliare di tanto nel paragonare la Cava ad uno di quegli
anfiteatri che ai tempi dei Romani accoglievano spettacoli e lotte
cruenti.
Mentre ti avvicini in corteo sai che ormai non c’è piu’ tempo , tutto
quello che si doveva fare deve essere stato fatto.
Guardi uno ad uno tutti i componenti del gruppo e leggi nei loro occhi
la tua stessa tensione , la tua stessa paura , ….
Chissà se tutti sono pronti?
Il corteo si ferma , gli ultimi istanti prima di presentarsi all’inizio
della scalinata , e allora ripassi velocemente tutto quello che dovrà
succedere , e le domande , mille e più si accavallano nella mente …
Chissà se lo speaker si ricorderà quel dettaglio , e le luci , la
musica, i microfoni, chissà…..
Ti giri e vedi tutto il corteo che si perde in fondo , tra la gente ,
pronto allo scatto finale di una corsa iniziata 5 mesi prima .
La tensione è al massimo , poi abbassi lo sguardo un attimo e incroci
gli occhi di un bimbo che ti sorridono trasmettendoti una semplicità
disarmante , gioiosa, bella.
È allora che ti ricordi il titolo dello spettacolo , " Il gioco et la
disfida cortese" e pensi che effettivamente è un bel gioco quello di cui
sei protagonista, e allora sorridi e scendi gli scalini sereno e carico
, convinto che tutto sarà perfetto.
E tutto è stato perfetto , i tempi, i ritmi, i balli, tutto è successo
in un crescendo vertiginoso che , coinvolgendo il pubblico , ha regalato
emozione a tutti dal primo all’ultimo dei 40 minuti in cui i Lunghi
Archi sono stati in Cava.
Le bordate di frecce hanno tuonato in un finale mozzafiato , salendo le
scale durante l’uscita , fra gli applausi della folla , molti hanno
pensato , peccato sia già finita .
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